sabato 24 novembre 2018

Attenti ai lupi

2 scrittori di talento + 7 fiabe classiche = 9 volte wow! Di seguito.


Attenti ai lupi di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto è un libro prezioso, lo si capisce subito, dalla copertina con le lettere dorate. Ma è prezioso soprattutto perché riesce a proporre alcune fiabe classiche in modo originale senza alterarne il senso, anzi arricchendole di significati. E punti di vista.
Il punto di vista è nuovo, le storie sono raccontate in prima persona, e lo stile è perfetto. Un libro appassionante, scorrevole, intrigante, avventuroso, conturbante e rassicurante, come solo sanno essere le fiabe. Nella premessa gli autori ne sconsigliano la lettura, troppo pericoloso avventurarsi in una fiaba vera, altro che storielle della buonanotte! 
"Le fiabe hanno i denti. Morsicano."


Con un avvertimento simile è impossibile stare lontano da questo libro, per fortuna, perché si tratta di un viaggio straordinario.
La mia preferita è Cappuccetto Rosso, dentro c'è il mito e anche un po' di cinema.
Sette in un colpo è inquietante dall'inizio alla fine, ti ronza nel cervello.
In Biancaneve e nel Principe Ranocchio si muore e si sanguina.
Nel Pifferaio di Hamelin si scopre che l'amicizia ti salva la vita.
Cenerentola è una storia sul bullismo e sulla vendetta.
Hänsel e Gretel fa veramente paura.

Poche ma efficaci sono le illustrazioni di Letizia Rubegni che nel suo sito mostra anche la cover sbrilluccicosa.

Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto, Attenti ai lupi. Le sette storie più spaventose dei fratelli Grimm, Dea Planeta.

Solo per grandi e bambini curiosi e coraggiosi.

venerdì 19 ottobre 2018

Abbecedario teatrale - Edizioni Corsare

Durante uno degli ultimi incontri con i bambini sui miei libri:
- Come hai fatto a diventare scrittrice?
- Bambini, io però ho scritto solo due libri. Si può dire che sono una scrittrice?
- Sì, certo. Complimenti lo stesso.

E allora adesso con grandissima gioia posso dire che i libri sono tre, non vedo l'ora di dirlo ai bambini!


Abbecedario teatrale è un libro legato strettamente al mio lavoro, dentro ci sono molti dei giochi teatrali sperimentati nelle scuole in questi quindici anni di Millemagichestorie, ma è soprattutto un albo illustrato, scritto per i bambini. 
T come tesoro, L come luce, P come panino, D come desiderio, ... ventisei parole per mettersi in gioco, per sperimentare e condividere, per muoversi all'interno di semplici ma efficaci regole teatrali.
"Qui non vogliamo piccoli attori, ma bambini capaci di riconoscere e adoperare la creatività che li contraddistingue." Così si apre l'abbecedario, e sta tutto qui il senso profondo del fare teatro con i piccoli. Nella G di gioco.


Le illustrazioni di Ariella Abolaffio danno un tocco prezioso al libro, arricchiscono le situazioni descritte, ma soprattutto aprono a nuove possibilità e fantastiche avventure.


Mi piacerebbe che oltre ai bambini lo leggessero anche gli adulti, genitori e insegnanti. A tutti consiglio di provare la lettera F di fiducia. E lasciarsi andare.




Abbecedario teatrale 
testo di Lucia Giustini, illustrazioni di Ariella Abolaffio 
Edizioni Corsare


martedì 15 maggio 2018

Victoria, tra sogno e realtà


Victoria sogna di Timothée de Fombelle, edito da Terre di Mezzo e fresco fresco di premio Andersen come miglior libro 9/12 anni, mi ha completamente conquistata. Io adoro la narrazione che riesce a combinare realtà e fantasia, e qui la cosa è riuscita in modo eccellente, con un tocco poetico. Per darvi un'idea della poesia che accompagna ogni pagina di questa storia ecco la descrizione della camera della protagonista:
C'era solo un'unica lunga mensola carica di libri all'altezza degli occhi, che faceva il giro di tutta la stanza. Victoria la chiamava "l'orizzonte".
E poi ci sono i personaggi, anche quelli minori, raccontati perfettamente con poche e precise parole. Sembra di averli davanti agli occhi, e di conoscerli da sempre. Quest'ultimo aspetto è arricchito dalle belle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio.


Lo so, non ho parlato della trama, ma è perché c'è anche un po' di mistero e non voglio svelare niente... Dovete leggerlo, anche se avete superato i 12 anni!

Timothée de Fombelle, Victoria sogna, Terre di Mezzo editore. Illustrato da Mariachiara Di Giorgio, traduzione di Maria Bastanzetti.

domenica 22 aprile 2018

Realtà e Finzione

La finzione teatrale secondo i bambini di quarta e quinta primaria.

Per me il teatro è come una versione più bella della vita perché le cose sono fatte per finta. Esempio. Vita vera: un ladro tiene in ostaggio una signora puntandole la pistola sulla testa. Brutto eh? E invece nel teatro un finto ladro tiene in ostaggio una signora puntandole per finta una finta pistola sulla testa. Più bello vero? È per questo che mi piace il teatro.

Per me il teatro sono delle storie create dal vivo con protagonisti e qualche antagonista e la differenza dalla realtà è che se l’antagonista ha un coltello il protagonista lo blocca e lo infilza e invece nel teatro lo blocca lo stesso, ma non lo infilza, lo fa per finta.

Per me il teatro è collaborare e divertirsi. Per fare teatro bisogna essere attenti e fare per finta. Se quello che fa la parte si chiama Luigi in teatro si chiamerà sempre Luigi, ma fa un altro Luigi.





sabato 14 aprile 2018

The Florida Project

Mi sono innamorata dUn sogno chiamato Florida fin dalla prima inquadratura: due bambini appoggiati a un muro viola, gambe lunghe e facce simpatiche.
Il titolo italiano però non è solo brutto, è anche fuorviante. Qui non ci sono sogni, ma solo vita quotidianaCerto, è una quotidianità straordinaria, ma solo perché i protagonisti sono - finalmente! - bambini veri. 
E non importa se i padri sono assenti e le madri vivono ai margini della legalità, loro hanno immaginazione sufficiente per trascorrere il tempo in modo mirabile. Li seguiamo correre tra coloratissimi motel e la natura selvaggia circostante, li vediamo giocare nelle squallide camere da letto e dividersi gustosi gelati tra una risata e una sciocchezza.
Sean Baker filma un inno all’infanzia e al suo esclusivo potere: trasformare ogni momento della giornata in unavventura indimenticabileLa spontaneità, l’entusiasmo, la capacità di fare amicizia sono raccontate perfettamente, senza alcuna banalità. 
Anche i personaggi degli adulti sono perfetti e su tutti spicca Bobby, il supervisore del Magic Castel Hotel, interpretato da Willem Dafoe e protagonista di scene di cui vi innamorerete.
Il film ci ricorda una cosa importante: ai bambini servono poche cose per essere felici. Amore, protezione, e libertà.
The Florida Project regia di Sean Baker, con i piccoli Brooklynn Prince, Christopher Rivera e Valeria Cotto


domenica 10 dicembre 2017

The Square, un punto di vista

The Square, il film di Ruben Östlund che ha vinto l'ultima Palma d'oro al Festival di Cannes, è stata per me una squisita sorpresa. Mi piace andare al cinema senza sapere nulla della storia e lasciarmi trasportare. The Square mi ha portato in un mondo ricchissimo dal punto di vista cinematografico, pieno di cose su cui riflettere e discutere dopo la visione. 


"Il quadrato è un santuario di fiducia e amore al cui interno abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri"

Ma questo blog ha un taglio particolare e quindi non parlerò della critica che il film fa alla nostra opulenta e narcisista società occidentale (forse la cosa meno interessante), o del rapporto con i media, o quello tra arte moderna e vita quotidiana (anche se l'ho trovato fantastico - con tutti quei quadrati a sottolinearlo), o della regia e del cinismo grottesco (scene da thriller seguite da momenti di comicità spiazzante). Quello di cui invece voglio parlare è il ruolo dei bambini nel film. Forse per deformazione professionale ho lo sguardo attento: se mi piazzi dei bambini io li osservo con attenzione. So che non sono lì per caso. Infatti i bambini nel film sono l'unico motivo di speranza, il punto fermo, la positività. Intendo i bambini veri, e non la volutamente finta mendicante del video pubblicitario.



Si nota già dalle prime scene: il piccolino che attira l'attenzione durante la riunione di lavoro. La sua fisicità in contrasto con i bla bla bla degli adulti. Poi ci sono le figlie del protagonista, quelle che si fidano del prossimo - durante la bella scena del percorso nel museo - e che non hanno pregiudizi nei confronti dei quartieri popolari, a differenza dello stesso Christian (esilarante il suo sproloquio durante il video delle scuse). Ma soprattutto c'è il ragazzino, quello che promette il caos, che chiede giustizia, che lotta per la verità, che non ha paura di niente. Perché, semplicemente, lui ha ragione. E ha ragione anche il regista a esultare dopo la Palma d'oro. Felice come un bambino.


Ruben Östlund Palma d'oro 2017





mercoledì 15 novembre 2017

La Creatura e l'articolo 7

Uno dei particolari che colpisce molto i bambini durante le presentazioni della segretissima mappa dei mostri  è che quello che conosciamo come Frankenstein sia in realtà un mostro senza nome. Il dottor Frankenstein è lo scienziato che ha creato il mostro e poi lo ha lasciato al suo destino, senza nome e senza spiegazioni.
Frank, illustrazione di Sandro Natalini
Per questo quando si parla di cosa portargli per provare a farselo amico, nonostante la sua pericolosità, i bambini tirano fuori idee straordinarie. Ho già detto del bambino che ha proposto un nome nuovo, tutto suo, ecco l'ultima volta invece, un altro bambino pieno di entusiasmo ha detto: "Gli possiamo regalare un abbraccio, sarà contento!"
In effetti ripensando al romanzo di Mary Shelley mi sono chiesta come sarebbero andate le cose se la Creatura avesse ricevuto un abbraccio, anche uno solo, dal suo creatore o da qualcun altro. Chissà.
 classici BUR - edizione deluxe 

illustrazioni di Lynd Ward


Insomma non importa che il Mostro di Frankenstein sia brutto e pericoloso, quello che conta è la mancanza di un nome. Un aspetto fondamentale, soprattutto per i bambini. 
Un nome ti identifica e ti rappresenta
Lo dice anche la Convenzione sui diritti dell'infanzia, articolo 7Il fanciullo è registrato immediatamente  al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome.

Diritti per tutti, quindi, anche per i mostri!