Guglielmo si era addormentato a pancia all’aria, aveva mangiato troppo durante la festa di fine estate. Il vento fresco del mattino cominciò a fargli il solletico e l’orso si svegliò. Capì subito che c’era qualcosa di strano. Faceva troppo freddo, e poi: dov’erano finiti i suoi amici? Guglielmo chiamò e chiamò, ma nessuno rispose. Non c’era nemmeno un orso, né a destra, né a sinistra, né di qua, né di là. Improvvisamente, si ricordò le parole di saluto degli amici dopo la festa. “Buon riposo, orsi, ci vediamo in primavera”. In primavera? Accipeli di pelliccia! Ecco cos’era successo: orso Guglielmo si era dimenticato di andare in letargo. Che sbadato, che smemorato, che imbranato! Fece subito una corsa per vedere se riusciva a trovare un posticino dove trascorrere l’inverno, come fanno sempre gli orsi, e come lui stesso aveva fatto negli ultimi quattro anni. Ma niente, era troppo tardi, e poi lui non era mai stato bravo in queste cose, le altre volte aveva sempre seguito qualche ami...
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